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napoli donne e rivoluzione beatrice Fazi a sala le muse baronissi salernonapoli donne e rivoluzione beatrice Fazi a sala le muse baronissi salerno

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Sala Le Muse
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Baronissi, SA
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https://www.salalemuse.it

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Data

31 Gennaio 2026 - 01 Febbraio 2026
Terminato

Costo

€ 12,00

Napoli, Donne e Rivoluzione

Le ragioni del potere e le ragioni del cuore sono al centro di questo spettacolo/monologo in cui protagonista è la donna.

Nella Napoli del Settecento illuminista, Gloria, figlia di un libraio, idealista e ribelle, racconta il suo incontro con Assunta, lazzara, figlia dei vicoli di Napoli. Le anime delle due donne vivono come in simbiosi: l’ambizione di Gloria di cambiare la società e salvare la stamperia del padre dalla barbarie dell’ignoranza e le superstizioni di una visione magico/religiosa del mondo di Assunta. Entrambe, però, usciranno perdenti dagli avvenimenti storici che le coinvolgeranno: la rivoluzione del 1799 che sconvolse Napoli è prorompente come un’eruzione del Vesuvio.

La narrazione inizia dal momento in cui Gloria, gettata in una cella oscura, viene graziata dalla pena di morte e mandata in esilio nelle lontane terre d’America. La preparazione alla partenza e i pochi oggetti da portar via, diventeranno l’occasione per ricordare sentimenti e avvenimenti che l’hanno condotta a lasciare l’Italia come una profuga.

Alla fine Gloria troverà la sua rivalsa nel dedicarsi all’educazione dei giovani immigrati nelle difficili terre americane, insegnando loro ad affermare il valore della cultura sulla barbarie dell’istinto e della violenza.

 

NOTE DI REGIA:

Nel turbinio dei personaggi invisibili e muti evocati dalla protagonista nel ripercorrere la sua vita, una pantegana dei sotterranei napoletani e un carceriere indisponente trasformano” questo monologo in un dialogo vivace e articolato.

Essi offrono, incredibilmente, a Gloria la possibilità e le occasioni per raccontarsi nella solitudine della sua cella, la stimolano a verbalizzare concetti complessi e profondi che sarebbero rimasti muti nel silenzio della sua anima.

Tale invenzione registica non è solo uno stratagemma che aiuta a motivare il soliloquio della donna, ma le permette di dare suono a quei concetti più complessi e profondi, culturalmente più significativi, che fanno di Gloria una donna libera e consapevole del suo ruolo nella società.

La pantegana e il carceriere rappresentano il livello più basso nella realtà della protagonista, ma gli unici ad entrare in relazione con lei nel momento cruciale della sua vita e contribuiscono, per contrasto, ad elevarne anche il valore spirituale.

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